Arteterapia

La Gestalt

“Dai un po’ di luce all’oscurità.” Fritz Perls

Definire cos’è la Gestalt vuol dire definire cosa fa e a cosa tende, e in particolare mi piace la descrizione che ne dà Petruska Clarkson: ”Lo scopo dell’approccio della Gestalt è di far scoprire, esplorare e sperimentare alla persona la sua propria forma, il suo modello e la sua interezza. L’analisi può costituire una parte del processo, ma lo scopo della Gestalt è l’integrazione di tutte le parti disparate. In questo modo le persone possono permettersi di diventare quello che già sono e quello che potenzialmente possono diventare. Questa pienezza di esperienza può dunque essere disponibile per loro sia nel corso della propria vita che nell’esperienza del singolo momento.”

Il Counselling ad orientamento gestaltico valorizza l’esperienza in quanto tale, come base della vitalità, puntando ad una integrazione del corpo, dei sentimenti e dell’ intelletto, sull’intenzionalità del soggetto e sulla ricerca di qualità nell’esistenza, inserendo la maggior parte dei bisogni della persona entro il contesto dell’ambiente sociale. La Gestalt utilizza un approccio creativo che non richiede alla persona di essere capace di esprimersi ad alti livelli, a forza di farlo, si diventa in ogni caso più abili, data la pratica dei processi della creatività.

Gestalt Counselling
Gestalt Counselling

Il Counsellor si mette in relazione con il cliente a tutti gli effetti nel Qui e Ora, l’esperienza diventa il mezzo e al tempo stesso l’obiettivo: PRESENZA, RESPONSABILITÁ e CONSAPEVOLEZZA, assunte dal cliente, rappresentano la base per lo sviluppo e l’accrescimento delle sue potenzialità. Il fondatore della terapia della Gestalt, Fritz Perls (psicanalista) assume nella sua pratica gli elementi della posizione filosofica esistenzialista dove la vita è un’esperienza che va vissuta assumendo la responsabilità della libertà di scelta; si sviluppa, dunque, in una prospettiva descrittiva, PRIVA DI GIUDIZIO per come si manifesta alla coscienza, ponendo la Gestalt all’interno della corrente fenomenologica, che posa l’accento sull’intenzionalità e sulla ricerca di qualità nell’esistenza; la vita piena coincide con l’esperienza piena: una figura che si ritaglia dallo sfondo. Perls assumeva pienamente la prospettiva in merito alla teoria del campo (Lewin) ossia la continua interazione ed influenza reciproca tra organismo ed ambiente, dove per ambiente si intende sia il contesto fisico esterno all’individuo, sia il suo mondo interno, con cui ha una relazione continuativa.

Altro concetto di fondamento che Perls integrò nella Gestalt è l’autoregolazione organismica: l’organismo nella sua vitalità è una continua emergenza di BISOGNI che richiedono di essere SODDISFATTI, ogni Gestalt chiede di giungere a compimento, di fatto è il bisogno che ritaglia l’esperienza dallo sfondo e la consapevolezza dell’esperienza, passa attraverso la consapevolezza del bisogno. Tutto ciò viene agito anche nella relazione tra Counsellor e cliente, dove il Counsellor si mette in relazione con il cliente a tutti gli effetti, e pratica la presenza, la responsabilità come base di un’esistenza piena, obbligando il Counsellor stesso ad esserne un esempio in prima persona. La relazione prende così la forma di un paradigma dialogico, reale e tangibile, dove CONTATTO, COMUNICAZIONE e CREATIVITÀ fungono da strumenti ed obiettivo per un’esperienza esistenzialmente significativa. La relazione d’aiuto diventa, in questo senso un aiuto ATTRAVERSO la relazione.